Da anni Elio Lannutti combatte le truffe e gli abusi compiuti dalle banche ai danni degli italiani. Fondatore dell’Adusbef, una delle più autorevoli associazioni di tutela dei consumatori specializzata nel settore bancario, finanziario e assicurativo, è ormai pubblicamente riconosciuto come il paladino dei risparmiatori. Da un’esperienza profonda, vissuta sempre in prima linea, nasce un saggio di incredibile attualità, nel quale l’autore osserva e giudica la realtà dal punto di vista di noi cittadini.
Con una graffiante prefazione di Beppe Grillo, La Repubblica delle banche denuncia fatti e misfatti del più potente e corrotto dei sistemi di potere occulti, l’unico che quotidianamente compie illeciti legalizzati, ordina leggi a proprio vantaggio ed esercita un rigido controllo sui mass media italiani e di tutto il mondo.
Con il concorso della Banca d’Italia, vera e propria società per azioni posseduta e diretta dalle stesse banche su cui dovrebbe vigilare, o’ sistema bancario agisce indisturbato sulla pelle di milioni di cittadini, casalinghe, pensionati, utenti e piccoli imprenditori, ricattati da soprusi a volte lampanti, a volte sottili e difficilmente perseguibili.
Come difendersi da scippi, rapine e quotidiane estorsioni?
Come proteggersi dalla “casta degli intoccabili”?
Informazione e consapevolezza sono i mezzi per conoscere e comprendere. Coraggio e denuncia sono gli strumenti per opporsi. In queste pagine ricche di inchieste, dati e testimonianze troverete tutto ciò che serve per reagire.
"Non fidatevi mai delle banche. Mai."
Beppe Grillo
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RECENSIONE ANSA (Notiziario Libri), Roma 12 Settembre 2008
I FATTI E I MISFATTI DELLA REPUBBLICA DELLE BANCHE
Informazione e consapevolezza sono i mezzi per conoscere e comprendere. Coraggio e denuncia sono gli strumenti per opporsi. I dati e le testimonianze riportate nel libro ''La Repubblica delle Banche'', scritto dal presidente dell'Adusbef Elio Lannutti, forniscono gli strumenti per comprendere le dinamiche riportate nelle cronache finanziarie, ma anche per trovare la ragione e la forza di difendere i propri diritti e i propri risparmi.
Elio Lannutti, storico presidente dell'Adusbef, l'associazione dei consumatori specializzata proprio nel settore finanziario, ha fatto delle ''denuncie-informate'' sul mondo bancario, da sempre il proprio cavallo di battaglia. Una battaglia che lo ha portato ora in Parlamento sugli scranni di Palazzo Madama come senatore dell'Idv.
Il fatto che la prefazione del libro sia stata scritta da Beppe Grillo, moderno fustigatore dei furbetti finanziari, aggiunge quasi una certificazione finale sullo spirito libero e informato con il quale e' scritto il libro. ''Fidarsi e' bene, ma non fidarsi delle banche e' meglio. Non fidatevi mai delle banche'', dice il comico-polemista nell'introduzione. Grillo definisce i banchieri ''pifferai del debito'', puntando l'indice anche sugli economisti sempre pronti a spiegare le ragioni di un crack finanziario dopo che questo e' avvenuto, cosi' che, ''chi ha perso tutto, mentre li legge, sente sempre il desiderio di incontrali di sera con una mazza ferrata''.
Il linguaggio da giornalista d'assalto accompagna tutto il libro, e non solo la prefazione. Con una caratteristica: ogni vicenda viene raccontata come un'esperienza vissuta in prima linea e, senza dubbio alcuno, dalla parte dei consumatori.
Il volume, che arriva dopo la pubblicazione di altri due libri-denuncia (il primo sull' ''Euro, la rapina del secolo'', il secondo su ''I furbetti del quartierino'') descrive e indaga i ''fatti e' misfatti del sistema bancari'' con uno spunto decisamente polemico anche sul ruolo svolto delle autorita' che hanno il compito di ''controllore'': dalla Banca d'Italia all'Antitrust. Un capitolo e' dedicato all'Abi, l'Associazione Bancaria Italiana, prima di passare in rassegna tutti i principali casi di crisi finanziaria nei quali le banche hanno giocato un ruolo di primo piano, Enron, Parmalat, Italease.
Non viene risparmiata nemmeno l'informazione. Lannutti denuncia il ''servilismo mediatico'' di alcune grandi firme, poco attente al rispetto dovuto alla carta dei doveri prevista per i giornalisti economici. Vengono poi affrontati anche temi di attualita', come lo ''scandalo dei mutui indicizzati'' e gli effetti delle ''lenzuolate di Bersani'', fino agli ''usi e abusi dei fondi dormienti''.
Il libro e' cosi' permeato, dalla prima all'ultima riga, dall'appello con il quale Beppe Grillo conclude la prefazione. ''Dovete ribellarvi, finche' in tempo, alla dittatura delle banche - scrive il comico-polemista - Chiedete sempre prima, rompete le scatole, non firmate mai i fogli che vi mettono davanti, domandate ogni volta che entrate in banca i tassi e le condizioni del vostro conto corrente''. E nelle pagine, ricche di dati e testimonianze, si trova proprio tutto quello che serve per reagire davanti ad un torto.
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Fabio Tonacci intervista
Elio Lannutti per REPUBBLICA.IT
24 luglio 2008

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RECENSIONE apparsa sulla Rivista VERDE AMBIENTE (Anno XXIV n. 4 e 5 Agosto/novembre 2008)
LA REPUBBLICA DELLE BANCHE
Una gigantesca piovra avvinghia con i suoi tentacoli i destini del mondo. Mafie invisibili, avviluppano ogni angolo delle moderne società condizionando i governi. Costringono le imprese a sottoscrivere derivati avariati, le famiglie a contrarre prestiti a tasso variabile, si insinuano nei tribunali per facilitare i fallimenti, ricomprare le case e mandare sul lastrico i debitori. E’ il potere bancario, forte, potente, smisurato, che spaccia moneta falsa fatta di swap e derivati, con la complicità di colluse autorità monetarie. Costruisce piramidi finanziarie di carta straccia fondate sulle sabbie mobili, consegue ingenti profitti sulle rovine degli uomini, senza rispondere mai dei disastri e dei crack da loro stessi procurati. I signori banchieri, la super casta più forte della politica e della magistratura,dei partiti,delle religioni,dei governi e di qualsiasi altro potere, rischiano i soldi degli altri o quelli artificialmente creati tramite la finanza sofisticata di carta denominata: future, collateral, option, siv, vanilla, senza neppure le previste autorizzazioni a battere moneta. La casta degli intoccabili banchieri, una cupola invisibile, si arroga il potere di valutare i sistemi economici e la meritorietà del credito. Dalle arbitrarie decisioni di questa ristretta oligarchia, dipendono la vita o la morte di famiglie ed imprese, l'occupazione o la disoccupazione, l'investimento nell'industria o nelle rendite finanziarie, guerre,crisi economiche, espansione o recessione. Di questi banchieri padroni dei destini del mondo, che possono distruggere l’economia, scegliere chi deve vincere una guerra, manovrando flussi finanziari senza alcun controllo, con la creazione di denaro artificiale al di fuori del lavoro o della produzione, c’è da avere paura. Quando guadagnano, lo fanno per se stessi incamerando stock option e premi da risultati miliardari. Quando perdono perché crolla il castello di carta straccia fondato sulla sabbia, se ne vanno da soli (raramente vengono cacciati) con liquidazioni milionarie. Si nascondono per qualche tempo facendo vita da nababbi in qualche paradiso esotico per far decantare l’eco dei disastri, in attesa di riciclarsi di nuovo in qualche altro istituto bancario e/o finanziario, per ricominciare daccapo indisturbati a turlupinare le masse, indotte dai servili mezzi di informazione a credere alle virtù miracolistiche di facili arricchimenti, al di fuori del lavoro e dell’ingegno, dei sacrifici e del sudore derivanti dalla fatica degli uomini.
Elio Lannutti, giornalista ed esperto di questioni economiche, è stato il fondatore dell’Adubsef, una delle più autorevoli associazioni di tutela dei consumatori e dei risparmiatori, di cui è anche presidente. Da oltre venti anni si batte senza tregua contro truffe ed abusi ai danni dei cittadini, ed è una delle voci più ascoltate in questo delicato campo della vita civile. Ha pubblicato alcuni saggi sulle questioni bancarie e del risparmio. Come sfruttare la banca (1993); Guida all’uso della banca ( 1997); Euro, la rapina del secolo (2003); I furbetti del quartierino (2005), gli ultimi due con Michele Gambino.