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Scheda libro
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Tradizionalmente considerata, a causa della sua impervietà, simbolo di arroccamento e di separatezza, la montagna è stata anche, storicamente, luogo di accoglienza di pellegrini, stranieri, fuggitivi, irregolari di ogni sorta. Nell'epoca della globalizzazione anche allo mondo alpino sembra essere progressivamente sottratto il suo spazio proprio, la sua rocciosa alterità, per essere - ultimo continente selvatico d'Europa - immesso nel circuito di un nomadismo privo di radici. La vocazione della montagna all'ospitalità è destinata a realizzarsi nell'accoglienza di chi è in transito, per turismo, professione, vocazione, o dalle terre alte potrà nascere la riscoperta di un'appartenenza non chiusa in se stessa, ma nemmeno azzerata nella sua specificità all'interno della logica dei mercati?
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