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Scheda libro
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Un vero e proprio percorso iniziatico che, attraverso trentatré preziose lezioni ispirate all’antichissima sapienza taoista, preparerà gradualmente per te una via d’uscita dalle emozioni e dalle forme di pensiero, accrescendo la tua energia e rendendoti libero. Stuart Wilde propone, dopo averle sperimentate personalmente, diverse pratiche utili per ottenere la calma, ridurre l’invadenza dell’ego e immergersi nel nulla: pianificare la giornata, camminare nei boschi di notte, usare lo specchio e il metronomo. Allargherai le tue percezioni e permetterai che avvenimenti straordinari accadano nella tua vita: visioni di mondi ancestrali dalla bellezza assoluta, il mondo degli spiriti e altro ancora che aspetta solo il tuo risveglio per farne l’esperienza. Svilupperai i tuoi sensi sottili, imparerai a fidarti dei loro segnali, riconoscerai i messaggi simbolici nascosti nella realtà quotidiana e affronterai senza paure i cambiamenti, le prove e le avventure che la vita propone continuamente.
Trova una stanza al buio e accendi una candela, siedi di fronte a uno specchio, cerca di sbattere le palpebre il meno possibile, vari volti possono sovrapporsi al tuo, visioni si affacceranno, mondi si dischiuderanno.
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Indice:
L’Antico Insegnamento dei 33 Passi Il Concetto di Sé Infinito Passo 1: Io Sono Dio Passo 2: Espandere la propria Consapevolezza Passo 3: Avere il Coraggio di Andare Oltre Passo 4: Il Coraggio di Accettare lo Spirito come Guida Interiore Passo 5: Accettare la Negatività come Esperienza d’Apprendimento Passo 6: Apprendere Cose sul Mondo attraverso i Comuni Schemi di Pensiero e poi Andare Oltre Passo 7: Tutta la Conoscenza Umana Dipende dalla Debolezza Umana Passo 8: I Maestri erano Sovrannaturali perché le Persone Comuni non lo erano Passo 9: Il Potere Scaturisce dalla Disciplina Passo 10: Centrare la Mente Passo 11: Credere di Essere già il Potere Passo 12: La tua Parola come Legge Passo 13: Accettazione Passo 14: Non Giudicare Nulla, non Quantificare Nulla Passo 15: Non Aggrapparsi a Nulla Passo 16: Non Giustificarsi Passo 17: Purificarsi Costantemente Passo 18: Rispettare Tutti gli Esseri Viventi; Individuare la Bellezza in Tutte le Cose Passo 19: Il Potere Scaturisce da Dentro Passo 20: L’Azione Attraverso la Non Azione Passo 21: Dedicare la Propria Vita alla Via Sacra Passo 22: Comprendere che l’Ispirazione e la Creatività Scaturiscono da Dentro Passo 23: Mantenere Sempre la Freschezza; Osservare la Natura, Entrare in Sintonia con la Natura Passo 24: Non Temere la Morte; Accettarla, Vivere la Vita Passo 25: Evitare di Diventare Guru Passo 26: Disciplina Fisica Passo 27: Disciplina Emozionale Passo 28: Disciplina Mentale Passo 29: Disciplina Filosofica Passo 30: Disciplina Spirituale Passo 31: Ricerca Passo 32: Fusione Passo 33: L’Iniziato L’Autore
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Estratto:
Il Concetto di Sé Infinito Prima di entrare nel vivo dei 33 passi per rivendicare il potere interiore, discutiamo brevemente il concetto nella sua totalità. Come ho detto nel precedente Capitolo, sono stato molto influenzato dal Tao Te Ching. Quello che mi piace del Tao è che non è una religione – è un concetto spirituale e filosofico; offre suggerimenti piuttosto che presentare dogmi, regole e gerarchie. Il Tao Te Ching fu scritto all’incirca nel 500 a.C., in teoria da un uomo chiamato Lao-Tzu. Lao-Tzu significa “vecchio uomo”, quindi nessuno sa chi sia effettivamente l’autore del Tao Te Ching. Qualcuno ritiene che quest’opera sia una summa dei contributi di parecchie differenti persone. Chiunque l’abbia scritta, in ogni caso, è stato certamente un curatore dotato di capacità di sintesi, poiché il Tao Te Ching è molto, molto breve. Desidero riportare le prime frasi del Tao Te Ching e discuterle con te. A questo scopo farò riferimento alla traduzione di Arthur Wayle* perché a mio avviso è la traduzione definitiva. Il Tao Te Ching, primo capitolo: La Via che può essere detta non è l’eterna Via; il nome che può essere nominato non è l’eterno nome. Senza nome è il principio del Cielo e della Terra; quando ha nome è la madre delle diecimila creature, ciascuna secondo il suo genere… Quando lo lessi per la prima volta, la mia reazione fu: «Di che accidenti sta parlando?» chiesi al mio venerato maestro spirituale. Un giorno gli dissi: «Boogaloo, come hai trovato questa roba?» Dapprima, il mio maestro mi rispose dicendo: «Non chiamarmi Boogaloo». Poi proseguì spiegando che non si può realmente comprendere il Tao o il Sé Infinito da un punto di vista intellettuale; va oltre la mente. Lo si può comprendere solo attraverso la consapevolezza superiore e la sensibilità. Mi suggerì di alzarmi alle quattro – alle quattro del mattino, intendo – e di camminare in silenzio per un’ora nel bosco. Così diedi avvio a questa disciplina, camminando con qualsiasi tempo atmosferico. L’Inghilterra ha una tal gamma di tempi atmosferici! Camminavo silenziosamente al buio nel bosco, senza avere il benché minimo indizio di cosa stessi facendo. Ma, per quanto strano possa sembrare, dopo aver seguito questa disciplina quotidianamente per tre anni sono giunto alla fine a scoprire che il Tao era proprio questo. È vero quanto è scritto nelle prime righe del Tao Te Ching: non puoi dargli un nome. Il Tao è eterno e immortale e non ha definizioni. È l’essenza di tutte le cose, sostiene tutta l’evoluzione (quella che il Tao chiama le diecimila creature), ed è la bellezza sottesa che proviene dalla grazia di Dio che fluisce attraverso tutte le cose. Come scrissi in uno dei miei precedenti libri, puoi realmente vedere la forza vitale fluire nella natura se la tua percezione è chiara e se sai cosa cercare. Aspetta l’ora del tramonto ed entra in uno stato di rilassamento. Fissa la cima di un grande albero e, dopo uno o due minuti, sposta lo sguardo verso la zona del cielo a destra dell’albero. Fissa la zona dove si troverebbe la lancetta dell’orologio se fosse l’una. Ora, senza muovere gli occhi da questo punto nel cielo, riporta l’attenzione alla cima dell’albero. Non muovere gli occhi, solo l’attenzione. Così facendo, metti in moto la visione periferica. Vedrai le enormi spirali di energia a forma di fiamma che emanano dall’albero in ogni direzione. Come ho detto, il momento migliore per l’esecuzione di questo esercizio è il crepuscolo, perché la luce intensa del sole o l’illuminazione troppo forte – soprattutto l’illuminazione al neon – sommerge la nostra percezione visiva dell’energia sottile. Se non riesci a vedere l’energia dell’albero al primo tentativo, fai una pausa e riprova in un altro momento. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che la tua visione periferica non è ben sviluppata; oppure che non sei abbastanza rilassato e, in tal modo, nell’istante in cui guardi le cellule del cervello stanno oscillando troppo velocemente. Devi essere in uno stato meditativo per vedere il lato impercettibile della vita. Forse vorrai aspettare il momento giusto, quando ti sottoporrai a uno dei digiuni menzionati più avanti nel Capitolo 26. Anche il digiuno eleva la consapevolezza sottile. Ma quando avrai visto l’energia vitale che emana dall’albero, ti sarà più facile capire che la Forza scorre in tutte le cose. È il potere unificante, la raison d’être di ogni cosa che esiste. Gradualmente ti renderai conto di quello che il Tao – il Sé Infinito – può fare per te. Ma per comprenderlo davvero, proprio come la natura angelica di questo viaggio, devi innanzitutto liberarti dalla percezione in qualche modo stretta, limitata dell’ego e accettare il tuo vero potere spirituale. Quando sei pronto a liberarti e a distaccarti e a mollare la presa, ottieni tutto. Mi ci è voluto un po’ di tempo per effettuare la svolta – per prendere le distanze dalle pazzie con le quali ero solito divertirmi e accettare uno stile di vita più tranquillo, eppure più potente. La mia ricerca ricevette slancio grazie a discipline di ogni genere: mi sottoposi a discipline nutrizionali, al digiuno, alla disciplina delle passeggiate nel bosco, partecipai a incontri con il mio maestro, lessi e studiai e meditai giornalmente. Venticinquemila persone sono state attratte dal mio maestro spirituale nei pochi anni che insegnò e, a ogni livello del percorso, gli insegnamenti e le discipline si facevano via via più ardue. Dopo un periodo di circa tre anni, quasi tutti si erano ritirati; verso la fine erano rimaste solo settantadue persone – una delle quali ero io. Alla fine restammo in tre. E tanto bastava. Le discipline imposte dal nostro maestro erano impegnative perché richiedevano la massima spontaneità. Il mio maestro telefonava dicendo: «C’è un incontro il prossimo mercoledì sera nel sud della Spagna alle sette. Sii presente!». Non importava se potevi permetterti o meno le spese del viaggio, trovare il tempo al di fuori dell’orario lavorativo, se eri d’accordo o se la cosa era conveniente per te. Era una questione di “sii presente”! Se arrivavi a un incontro con un solo minuto di ritardo, venivi espulso per sempre. Non c’erano se, ma o forse; non ci veniva abbuonato nulla. Ricordo una sessione tenutasi in California, a Big Sur. L’incontro era previsto per le sei del mattino. Alcuni di noi venivano da Londra in aereo, compresi due miei amici sudafricani. Arrivammo all’hotel il giorno prima e ci registrammo. I miei compagni si alzarono presto il mattino successivo e decisero di andare a fare una passeggiata prima dell’incontro. Giunsero nella sala predisposta per l’incontro tre minuti dopo le sei. Non fu loro permesso di entrare – nonostante fossero venuti da Londra con l’aereo. Quella fu l’ultima volta che li vidi – perlomeno lungo quel particolare sentiero. Ciò che appresi da quelle esperienze fu che la crescita spirituale e il conseguimento di una consapevolezza superiore non rappresentano un percorso necessariamente comodo. Ecco perché la maggior parte delle persone non si adegua. Vogliono raggiungere un piano superiore partendo dalle considerazioni dell’ego e dalla sua coscienza limitata – che sovente delimita la vita in piccoli scompartimenti moralistici e comodi, creando un’energia autoindulgente e che ha il potenziale di una lumaca in una pozzanghera. All’ego piacciono i suoi piccoli scompartimenti che conosce bene. Ma quando si prende in considerazione la coscienza infinita, la prima cosa che si deve fare è bruciare gli scompartimenti. Ciò di cui parlava Lao-Tzu nelle prime righe del Tao Te Ching – con riferimento al Sé Infinito, alla coscienza di Cristo, alla Forza, al Tao, alla buddhità, o a come tu lo voglia chiamare – è il fatto che scorre attraverso tutte le cose, è dappertutto e di conseguenza non può essere definito né delimitato. Solo l’ego ha bisogno di definire, discriminare, quantificare e misurare le cose allo scopo di attribuire un confine o una cornice alla vita per sentirsi al sicuro e a suo agio con quel poco che sa e comprende. Ma l’eternità della grazia divina fluisce attraverso la forza vitale di piante, alberi, animali, esseri umani e di tutte le cose. Non ha confini né delimitazioni. Puoi delimitare la posizione di un albero perché intorno all’albero c’è uno spazio definito dove l’albero non è. Qui c’è l’albero e lì c’è lo spazio intorno a esso dove l’albero non è. Ma la Forza è onnipresente, con ciò intendendo dire che è dappertutto e che non può essere delimitata. È l’“inesprimibile” dal quale tutto fluisce. Se la Forza è onnipresente, deve essere Dio, perché Dio è dappertutto. La Forza e Dio devono essere uno e la stessa cosa. Puoi cercare di capirla. Una legge della fisica asserisce che non esistono due particelle che occupino lo stesso posto. Perciò se la Forza è dappertutto e Dio (maschio, femmina o essere neutrale che sia) è dappertutto, allora Dio deve essere la Forza e la Forza deve essere Dio – perché la particella di Dio non può esistere nello stesso luogo della particella della Forza. O si ha la particella della Forza e la particella di Dio affiancate, e in tal caso non sono entrambe onnipresenti, oppure le due particelle sono sovrapposte, il che non è possibile. Pertanto la Forza e Dio sono un’unica cosa. L’atto di definire la vita limita la tua percezione di essa. Nel Tao, nulla è considerato alto o basso, corto o lungo. Si potrebbe dire che un viaggio è lungo perché ci vogliono quattro ore per coprire la distanza da A a B, ma non è lungo se paragonato all’invio di un satellite su Marte. E quest’ultimo non è lungo se messo a confronto con la distanza esistente tra la Terra e la galassia Andromeda. Eliminare le definizioni di alto, basso, buono e cattivo costituisce il primo passo che conduce ad afferrare la natura indefinibile del Sé Infinito. Può essere un po’ snervante per l’ego perché a esso piace pensare in termini di “il mio corpo, la mia gente, la mia casa, la mia auto; io sono qui e non sono da un’altra parte”. Naturalmente questo è vero in un senso strettamente fisico, ma nel regno della coscienza, la tua energia va ben oltre il mero concetto del mio corpo, la mia vita, la mia auto. Quando espandi il cuore e superi la resistenza che non ti consente di lasciarti andare, ti rendi conto di essere un’entità eterna e onnipresente – un essere che dimora in uno stato multidimensionale, fuori dal tempo e immortale. Di conseguenza, esistevi prima di scendere nella dimensione terrena, esisti ora in una forma fisica ed esisterai dopo aver lasciato la dimensione terrena – dopo che il tuo corpo avrà abbandonato la dimensione terrena. Il concetto di Sé Infinito è stupendo, ma è difficile da afferrare per l’ego e la personalità. Se ti dico: «Pensa all’infinito», puoi provare a immaginare qualcosa che procede per sempre. Ma se ti chiedo di spiegare come è l’infinito, forse non avrai un preciso significato cui fare riferimento. Potresti dire: «Oh sì, Stuart, penso di sapere come è l’infinito». Ma pensare di sapere è solo il primo gradino della scala. Dapprima presenti all’ego-personalità l’idea come principio intellettuale. Poi, attraverso la disciplina, la meditazione, l’apertura, il superamento della paura – attraverso il conseguimento di una comprensione del pianeta più partecipe – giungi a capire il Sé Infinito con i sensi. Così sei in grado di dire: «Eh sì, mi sento eterno, immortale e infinito. Sento di essere dappertutto e da nessuna parte. Abito nel regno dello spirito». Successivamente è importante afferrare, subito dopo, che la crescita spirituale non è necessariamente conveniente o comoda. Ciò non solo perché devi rinunciare a un’incredibile quantità di convinzioni e definizioni – cose che ritieni sacrosante – ma anche perché non puoi arrivare al Sé Infinito senza ripercorrere all’indietro la realtà psicologica e metafisica del tuo essere e dei ricordi di ciò che hai fatto in questa vita. Guardare dentro di sé può mettere a disagio. È difficile imparare a controllare l’ego e a disciplinare la mente senza che reagisca. Tuttavia è una parte importante del viaggio e devi innalzare la tua energia gradualmente, in un certo lasso di tempo. Non voglio sottintendere che qualcosa o qualcuno scenderà su di te un bel giorno e ti eleverà – un grande guru, Gesù o qualche entità angelica – ti toccherà la fronte ed ecco che improvvisamente ti ritroverai innalzato su un piano superiore di coscienza. Spero che questo non vada contro le tue opinioni, ma l’energia cerca il piano in sintonia con essa. Anche se qualcosa o qualcuno può darti un’ispirazione o un insegnamento, alla fine il solo modo per sostenere un’energia superiore consiste nel crearla per te stesso. In base alle leggi della fisica, una particella subatomica può prestare energia per un millisecondo, spostandosi verso un’orbita più veloce intorno a un nucleo. Tuttavia la particella non può mantenere indefinitamente l’energia prestata. Perciò qualunque sia l’energia prestata in un determinato secondo, deve essere restituita nel secondo successivo, cosicché la particella ritorna (decade) nel luogo dove si trova a suo agio, al livello energetico cui apparteneva in precedenza. La crescita spirituale segue le medesime regole. Puoi essere ispirato da un inno, da un magnifico sermone, da parole tratte da un libro; ma stai prendendo a prestito questa ispirazione. Alla fine, elevare l’energia implica disciplina, ossia lavorare su se stessi. Non c’è un momento particolare in cui tu possa dire: «Ce l’ho fatta, ho finito». Abbracciare il Sé Infinito è un processo continuo, che si dispiega dentro di te in eterno. Solo così potrai mantenerti indefinitamente a un livello superiore di coscienza. Passo 1 Io Sono Dio Il primo dei 33 Passi si chiama Io sono Dio. Forse ti chiederai: «Chi è quello stupido che dice: “Io sono Dio”?». Quello che voglio dire è che devi accettare l’idea che la Forza è dentro di te. È ovvio, se la Forza è dappertutto, deve essere anche dentro di te. Ma la maggior parte della gente non ha alcuna percezione di cosa sia Dio, oppure lo esteriorizza, creando un Dio al di fuori di sé. Impegnandosi a comprendere Dio sul piano intellettuale, devono proiettare l’idea al di fuori di sé. Così affermano una qualunque di queste cose: «Dio è questa persona, Dio è queste idee, Dio è il denaro, Dio è il fascino». La Forza è dentro di te. Interiorizza la Forza e accetta il fatto che fluisce dentro di te. Quando percepisci Dio come una forza all’esterno di te, non puoi realmente usare la sua energia nella maniera adeguata. Quando interiorizzi la forza ed essa non rappresenta solo un vago concetto intellettuale del Dio interiore, puoi cominciare realmente a sentire la Forza dentro di te. A questo punto, un potere davvero formidabile di percezione e grazia entra nella tua vita. C’è un metodo guidato per questo nostro viaggio; non è così casuale come la maggior parte delle persone crede che sia. Ritengo che l’infinito tu, quell’energia superiore che risiede dentro il tuo essere, abbia avuto una visione di ciò che sarebbe accaduto entrando in esso in questa vita. Non credo che tu sia giunto qui per caso – che improvvisamente tu sia piombato dentro a un pannolino e abbia pensato: «Che diavolo ci faccio qui?». Credo che la tua evoluzione qui, nella dimensione terrena, sia così potente, così sacra, così spiritualmente dinamica e speciale che l’infinito dentro di te ha usufruito di una panoramica. Negli antichi insegnamenti si diceva che la divinità, alcuni lo chiamano Sé Superiore, fosse in grado di vedere i primi tredici anni della sua imminente vita terrena – non in ogni minimo dettaglio, ma poteva vedere la famiglia in cui saresti nato, i punti di forza e i punti deboli di tuo padre e di tua madre. Forse poteva vedere che saresti stato un orfano e saresti stato allevato dai nonni o saresti vissuto in un orfanotrofio. Quel Sé Infinito poteva vedere il codice genetico e quali discipline fisiche o tratti avrebbero influito sulla tua vita. Poteva comprendere la conformazione mentale e le emozioni della situazione o cultura sociale in cui ti saresti trovato, quindi sapeva approssimativamente come la tua vita si sarebbe sviluppata a partire dall’iniziale educazione che avresti ricevuto nell’infanzia. Questo concetto di panoramica della vita prima della nascita operata dal Sé Infinito è abbastanza radicale se paragonata alle moderne idee religiose, ma non le contraddice necessariamente. Si limita ad affermare che l’infinito dentro di te ha avuto una percezione prima della tua nascita. Mi sembra ragionevole. Man mano che sviluppi la tua consapevolezza, ti accorgi che le persone non sono costituite solo dalla mente o dalla personalità, piena di convinzioni sociali – o, naturalmente, solo da un corpo. Per la maggior parte esse sono costituite, in realtà, dal sentimento o sensazione. Se ti eserciti a vedere la forza vitale eterica e sottile degli alberi, prima o poi comincerai a vederla emanare anche dagli esseri umani. Poi sarai in grado di osservare i loro sentimenti che oscillano avanti e indietro. Guardando, imparerai un sacco di cose su di loro. Se tu fossi il Sé Infinito superiore di una persona, saresti in grado di dire, anche dal punto di vista di una percezione umana limitata: «Ehi, queste tendenze si manifesteranno verosimilmente nei prossimi tre mesi, dodici mesi, dieci anni». Ma immagino che la percezione di un essere umano sia minuscola se messa a confronto con la percezione infinita chiara e ordinata che risiede dentro di te. Quindi se un essere umano può percepire le emozioni delle persone ed essere consapevole dei loro schemi di probabilità e del loro destino, immagina quanto sarebbe maggiormente in grado il potere infinito dentro di te di vedere quali tendenze si prospettano – quali difficoltà, quali punti di forza. In ogni caso, non importa che abbia avuto una panoramica o meno. Siamo qui e cercheremo di rendere, nonostante tutto, questo viaggio bello e di grande potenza. Il tuo primo obiettivo di potere consiste nell’abbracciare il concetto Io sono Dio. A prima vista l’idea sembra avere in sé una sfumatura di egotismo. Ma non stai abbracciando il concetto Io sono Dio per parlarne o per dare dimostrazioni e strappare applausi per le tue qualità divine. Piuttosto stai silenziosamente interiorizzando il concetto, accettando che la Forza è dentro di te come sensazione spirituale. Attraverso questo semplice processo, entri in connessione con l’onniscienza, entrando in un mondo misterioso e meraviglioso che normalmente risiede oltre la percezione della vita tipica dell’ego. Questa interiorizzazione della Forza può sembrare inopportuna, in quanto veniamo educati in quello che è un mondo intellettuale privo di qualità divine oppure ci viene insegnato a vedere Dio come una forza all’esterno di noi. Ma è la tua prima disciplina di potere, quindi è un processo necessario. Se attualmente pensi che Dio sia all’esterno di te, riportalo mentalmente a casa – consenti al suo immenso potere di tornare nel tuo cuore. E anche se non sei necessariamente in grado di percepire da subito l’infinito della Forza, puoi almeno immaginare che ci sia – visualizzalo. Questa idea non trascende alcun credo. Puoi continuare a essere un buon cristiano e credere in Gesù Cristo, ma comprendere che l’energia di Cristo sia dentro di te invece che all’esterno. Il concetto intellettuale di un Dio all’esterno di te ti toglie potere, perché quello che dici è: «Non ho il comando del mio destino». Ciò significa che non credi di poter creare energia, creare la differenza. Non puoi dare avvio a un’azione orientata verso qualcosa e mutare il corso del tuo destino. Non puoi credere nella prosperità, agire con forza e saggezza, e ottenere più denaro. La seconda mossa di questo processo consiste nel rispettare l’evoluzione in cui ti trovi, il che significa accettare le condizioni in cui ti trovi. Lottare o lamentarti delle circostanze, rimpiangere il fatto che non sei privilegiato come gli altri, metterti a strillare solo perché sei privilegiato e forse viziato, essere turbato perché non disponi di tutta la forza fisica o della conoscenza che pensi ti occorra – tutto ciò è energia sprecata ed è irrispettoso nei confronti del tuo io spirituale. È inutile, rende inclini all’autoindulgenza ed è inefficace. Se devi diventare un guerriero spirituale e onorare la Forza che è in te, devi adattarti al fatto che le circostanze in cui ti trovi vanno accettate – senza dimenticare, naturalmente, che quasi tutto può essere migliorato e che le cose cambiano. Quello che non puoi cambiare, forse non devi affatto cambiarlo. Al contrario, puoi semplicemente smettere di preoccupartene. Di’ a te stesso: «L’infinito dentro di me – quella parte di me che è Dio – ama e rispetta questa mia evoluzione umana. Ama e rispetta il luogo dove mi trovo e le mie attuali circostanze, quindi io farò lo stesso – anche se le circostanze della mia vita ora non sono le migliori. Tutte queste cose sono parte integrante della mia evoluzione. Posso trascenderle e superarle». Ritraendoti dalla visione delle cose dell’ego e guardando la vita da una prospettiva infinita, ti distacchi. Non stai lottando contro te stesso o contro la vita, creando energia negativa non necessaria attraverso i tuoi pensieri e sentimenti. Con questo semplice e coraggioso atto di accettazione, dai avvio a un processo istantaneo di guarigione. Se sei circondato da un gruppo di persone incredibilmente negative e piuttosto sgradevoli – talvolta parenti oppure amici o compagni di lavoro – invece di combattere la bruttezza che ti circonda considerandola come una sventura, amala. Guarda quelle persone, quel lavoro, le circostanze in cui vivi, la famiglia, il gruppo sociale, la tua casa, e di’ a te stesso: «Ti ringrazio, Dio, ti ringrazio per avermi mandato questi maestri. Mi fanno ammattire, eppure mi insegnano a non reagire. Mi rendono più forte insegnandomi a trasformare l’energia negativa in energia positiva. Grazie a queste persone convertirò se non altro l’irritazione, l’odio e la reazione in una energia neutrale di passività o, se possibile, d’amore. Questi zucconi sono i miei venerati maestri. Sono veramente grato a Dio per avermi mandato un così grande numero di zucconi. Grazie per avermi concesso di essere qui nella dimensione terrena. Che incredibile esperienza. Non è fantastico che, quasi a titolo gratuito, io sia circondato da questi cinquantacinque zucconi che mi insegneranno molte cose su di me?». Se vuoi rivendicare quel potere infinito, dovrai abbandonare le convinzioni più rigide dell’ego. E, ammettiamolo, non è vero che l’ego è piuttosto autoindulgente? Vuole che tutto sia perfetto, vuole che tu sia riconosciuto, vuole che la vita sia garantita, vuole la comodità, vuole essere pagato più di quanto valga effettivamente. Vuole un sacco di cose che non sono ragionevoli. Per essere libero e attivare il Sé Infinito, devi acconsentire a mollare il dogma dell’ego per un approccio più fluido e aperto. In caso contrario, sarai eternamente incatenato all’agonia dell’ego. Per prima cosa devi almeno accogliere una posizione neutrale, rendendoti conto che le circostanze non sono né buone né cattive. Le persone che ti fanno ammattire non sono né brave né cattive. Le condizioni in cui vivi possono sembrare disagevoli per l’ego, ma in realtà non sono né buone né cattive. Sono semplicemente condizioni. Anche se sono spiacevoli, per il Sé Infinito tutto è parte integrante della tua esperienza d’apprendimento – la tua sfida. È parte del fatto che ti trovi qui. Il concetto Io sono Dio afferma: «Io sono eterno. Sono al di là delle definizioni dell’ego. Io sono oltre la morte. Di conseguenza supererò gradualmente la paura. La paura è una malattia dell’ego. L’energia negativa e quelle che consideriamo esperienze spiacevoli sono solo contraddizioni dell’opinione dell’ego». (Nel mio libro Weight Loss for the Mind ho parlato estensivamente di questo argomento. Ne riparlo in questa sede, nei prossimi passi, in quanto analizzeremo la possibilità di mutare la nostra visione del mondo). Naturalmente, accettare il luogo dove ti trovi, chi sei e cosa fai comporta una grande maturità spirituale. In secondo luogo, devi accettare il fatto che sei tu a creare la parte principale della tua realtà e del tuo destino. Certo, parte del tuo destino era già scritta quando sei giunto qui – nel tuo codice genetico e nell’eredità del tuo gruppo – giungendo in seguito a essere modellata dalle cose che ti sono state insegnate. Ma perlopiù il destino può essere cambiato, adattato e modificato in meglio. Così, interiorizzando la Forza, cominci a comprendere che la Forza dentro di te si può manifestare all’esterno – ossia la forza dello spirito può essere diretta da te in qualunque direzione desideri, allo scopo di cambiare la tua vita in meglio. Ti è stato dato il potere. Non è altrove, in cima a una montagna, in un edificio, o su un piccolo cuscino. È proprio lì, nel tuo cuore. E tu non sei un piccolo individuo più in basso rispetto a esso – un individuo privo di potere, senza volontà o capacità. Quando la Forza è dentro di te, e giungi ad accettare l’infinito dentro di te, il tuo potere cresce. In caso contrario, devi contare sul potere del tuo intelletto e sulle percezioni del mondo dell’ego, e devi competere con altre menti e altri ego sulla piazza della vita. È un modo triste di affrontare le cose. Tu sei la Forza dentro di te. Pronuncia questa affermazione più volte al giorno. Di’ a te stesso: «Io sono la Forza dentro di me. Finora non l’ho sentita, ma nel frattempo la immagino». Questo è il primo passo per rivendicare il tuo potere. |
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