Innumerevoli miti antichi, originari di ogni angolo del pianeta, raccontano di immani catastrofi che in un remoto passato flagellarono ciclicamente il nostro mondo col fuoco e con l’acqua.
Perlopiù accantonati come leggende e fervide fantasie, questi “miti” vengono oggi rivisitati alla luce delle più recenti scoperte scientifiche in campo astronomico, geologico e archeologico, le quali sembrano confermare la realtà di questi disastri preistorici di portata globale e spiegare come in un prossimo futuro tali tragedie potrebbero tornare a ripetersi.
L’autore di Earth Under Fire - Il Codice dell'Apocalisse ha incrociato questi dati scientifici con quello che, in base alle sue ricerche, sarebbe un messaggio di avvertimento all’umanità brillantemente codificato dagli antichi nella tradizione astrologica relativa allo zodiaco e alle costellazioni, giungendo alla conclusione che verso la fine dell’ultima era glaciale il centro della nostra galassia sarebbe esploso, provocando un fenomeno che ha denominato “superonda galattica”, e dando origine ad una scarica di raggi cosmici e ad una nube di polveri e detriti interstellari che hanno avvolto il nostro sistema solare, precipitando la Terra in lunghi periodi di oscurità, temperature estreme, imponenti tempeste solari e soprattutto inondazioni di origine glaciale che avrebbero afflitto l’umanità per intere generazioni.
Gli antichi miti e gli stessi monumenti edificati dalle civiltà del passato conterrebbero accurate registrazioni delle cause di questi cataclismi, una scoperta che ci svela l’intelligenza e l’ingegnosità dei nostri avi: di fronte alla minaccia della loro stessa estinzione, trovarono il modo di avvertirci che l'apocalisse che li devastò potrebbe verificarsi di nuovo.