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Consapevole n. 13 ottobre/novembre 2007
PRIGIONIERI DEL CARRELLO DELLA SPESA<
Oliviero Beha, Marco Della Luna, Massimo Fini, Stefano Montanari, ONG e business solidale, Beppe Grillo, trappole del consumo, mercati contadini, energia solare, compostaggio, nanoparticelle, pillola anticoncezionale
IN PRIMO PIANO
Nella palude di Italiopoli
Intervista ad Oliviero Beha
di Sonia Toni
Giornalista della carta stampata, (“La Repubblica”, “l'Unità”), radio, tv. Scrittore e saggista molto attento ai risvolti storici, politici e sociali degli avvenimenti trattati. Nella descrizione dei fatti porta il lettore a farsi strada in un labirinto in cui, senza il filo di Arianna della sua abilità storica, si perderebbe inevitabilmente. Con il suo ultimo lavoro, Italiopoli, Oliviero Beha ci fa immergere, almeno fino alla cintola, in una palude creata da una politica ignorante, truffaldina e decisamente poco attenta agli umori di scontento che, sempre più forti, hanno fatto nascere le cosiddette "nuove resistenze": una sorta di risveglio che sta cominciando a toccare le persone sempre più da vicino. Che “la bella addormentata nel bosco” (l'Italia) abbia finalmente trovato uno straccio di principe in grado di svegliarla?
Il business solidale
Ovvero il marketing del peacekeeping, della cooperazione e del commercio equo
di Marco Cedolin
Ogni anno nel mondo 50.000 ONG ricevono oltre 10 miliardi di dollari di finanziamenti
La sola Associazione delle ONG Italiane raggruppa 160 organizzazioni e gestisce 350 milioni di euro l’anno. Oggi quello in mano alle ONG è un vero e proprio mercato economico gestito attraverso le regole del marketing da professionisti della “solidarietà” formati per mezzo di master universitari e corsi di specializzazione. Tutto questo ci fa pensare che la solidarietà internazionale si sia trasformata in un lauto business. A questo punto una domanda sorge spontanea: siamo proprio sicuri che l’altrui “felicità” passi per queste strade?
Compra! Compra! Compra!
Come mai la felicità è diventata il carrello della spesa pieno e un lavoro frustrante?
di Saverio Pipitone
Wal-Mart e Ikea: due esempi perfetti delle strategie messe in atto dalla grande distribuzione per farci credere che “consumare conusumare consumare” sia l’unico modo per vivere, e per farlo felicemente. E quando il consumo diventa religione – dogma indiscusso, necessità, vita – ne nascono templi che affascinano il fedele. Saverio Pipitone toglie la maschera alla GDO e ci fa riflettere su quello che – tutti noi consumatori del mondo occidentale – stiamo diventando: una massa informe di lavoratori, consumatori, debitori.
Se conoscere è il primo modo per cambiare le cose prendiamo coscienza dei meccanismi del sistema e riprendiamoci la nostra libertà, ovvero: SMETTIAMO DI COMPRARE
E INOLTRE
Da Beppe Grillo ai partiti unici: nuovi partiti o facce nuove?
Giorgio Gustavo Rosso
Prendi ciò che c’è di buono dalle mani di chi lo coltiva
Ampia scelta, prezzi convenienti…
Giada Saint Amour di Chanaz
Italia, basta? – Intervista a Marco Della Luna
Eduardo Zarelli
Speciale ONG. Chi aiuta l’Africa fa il suo male
Massimo Fini
Latte crudo… alla spina
Le alternative concrete alla Grande Distribuzione
Monica Di Bari
Ricordiamoci il sole. Tutto quello che avreste desiderato sapere sul solare,
e non avete mai osato chiedere
Carlo Bertani
Quando gli Euro censurano Lavoisier
Stefano Montanari
Pillola anticoncezionale: luci ed ombre
Intervista alla dottoressa Stefania Piloni – ginecologa
Valerio Pignatta
Il primo sguardo
La magia dell’incontro tra la mamma e il bambino
La Redazione
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