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Scheda libro
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Lorenzo Acerra Valerio Pignatta
Cancro: Puoi Guarire
Senza chemio, radiazioni o chirurgia. 30 e più cure non distruttive di documentata efficacia
Prezzo: € 14,50 Pagine: 200 - Formato 17x24 ISBN 13: 9788875073015 Note: LIBRO ESAURITO Prima edizione: Marzo 2001 Ultima edizione: 1a Ristampa - Luglio 2001
Titolo Fuori Catalogo - NON DISPONIBILE
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LIBRO ESAURITO
Esistono davvero tanti malati di cancro guariti con medicine alternative. Decine e decine di testimonianze sono disseminate in questo testo come un filo rosso che attraversa e unisce percorsi diversi ma accomunati da uno stesso approccio non violento e olistico che mira ad un'unica finalità: guarire senza metodi invasivi e distruttivi del corpo e della mente e avviarsi verso una rinascita psico-fisica totale, unica vera premessa necessaria per la guarigione da questa dilagante malattia.
Uno spiraglio aperto sul cammino che conduce dalla medicina per la malattia alla medicina per la salute.
Un’indagine che partendo dalla chemioterapia e dai suoi effetti sull’organismo umano, e passando attraverso le strategie di occultamento deliberato, approda alla scoperta di un universo di terapie non lesive che possono portare concretamente all’insperata guarigione dal cancro.
La storia e l'analisi di numerosi metodi di riacquisto della salute accessibili a tutti: riprogrammazione psicoemotiva, rigenerazione del sistema immunitario, riequilibrio nutrizionale, disintossicazione, azione sul metabolismo canceroso e rapporto mente/cancro.
La scoperta del potere di autoguarigione che ogni essere umano possiede. Un potere che il sistema educativo, informativo e politico tenta in ogni modo di nascondere e sottovalutare per farne perdere la consapevolezza.
Con un indirizzario di medici, terapisti, cliniche naturali, luoghi di cura e distributori di sostanze medicali anticancerogene alternative veramente eccezionale e unico.
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Indice:
«Presentazione dell’Editore
La paura acceca e spinge a comportamenti autolesionisti
Ciò che molti dottori e terapeuti non dicono
INTRODUZIONE
Un dialogo
La chemioterapia e i suoi insuccessi
Quanto costa la terapia ufficiale
Il groviglio delle statistiche. Cancro: un’epidemia occultata
Dalla medicina per la malattia alla medicina per la salute
CAPITOLO I - ESISTONO I GUARITI GRAZIE ALLE MEDICINE COMPLEMENTARI?
Sì esistono. Ecco gli strumenti
L’alternativa alla morte è il risveglio!
Louise Hay e il pensiero positivo
CAPITOLO II - LE STRATEGIE
Dalla malattia nasce un programma
Il terreno biologico e la nostra strategia
Dalla malattia nasce un’anima ritrovata
Psiconeuroimmunologia: l’effetto fisico della mente sul sistema immunitario
La nuova medicina di Hamer: individuare lo shock emotivo che sta dietro il cancro
Il valore stressante degli eventi
Alcuni compagni di viaggio: disciplina, accettazione, malattia di Ibis Donatella Bargis
CAPITOLO III - I RIMEDI
Obiettivo: supporto al sistema immunitario
L’aloe arborescens
Il rimedio Bonifacio e Zora
Estratto di vischio
La terapia Govallo
Obiettivo: riequilibrio nutrizionale e disintossicazione alimentare
Dall’alimentazione nuove speranze
Alcune guarigioni con la macrobiotica
Approccio nutrizionale 2: Gerson
Approccio nutrizionale 3: il metodo Kousmine
L’approccio ortomolecolare e vitamina C
L’ascorbato di potassio del dott. G. Valsé Pantellini
Obiettivo: disintossicazione e stimolazione fitoterapica
L’infuso d’erbe di Renée Caisse
La Salute della Farmacia del Signore
Spunti per alcune tisane
Obiettivo: l’organismo smantella il metabolismo canceroso
Il trattamento del cancro con enzimi e la sua base scientifica
Ritorno ai semi di albicocca e al loro segreto
Nel caso di cancro, tratteremo la febbre
come il solito nemico da sopprimere o come un insperato alleato?
In breve
L’igienismo
Il metodo Di Bella
La terapia Issels
Appendice I - INDIRIZZI UTILI
Rimedi
Associazioni pazienti
Centri di terapie dolci
Idro-colon terapia
Prodotti e attrezzature
Centri
Approcci olistici
Medicina naturale
Appendice II - Letture consigliate
Dello stesso argomento
Abbiamo letto per voi».
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Estratto:
«ESTRATTO DI VISCHIO
Più di 40 studi clinici sono stati effettuati sull’uso di Iscador® ed altri estratti di Viscum album (l’Isorel®, il Viscum Abnoba®, l’Iscucin® e l’Helixor®, Eurixor®) per il trattamento del cancro.
La maggior parte di questi studi sono stati effettuati alla Lukas Klinik in Arlesheim (Svizzera), ma anche al Ludvig Boltzmann-Institute di oncologia in Austria e alla Clinica Dermatologica dell’Università di Basilea.
L’Iscador è un estratto di vischio (Viscum album), una pianta semiparassita che vive su numerose specie di alberi (inclusi querce, pioppi, abeti, meli). Come abbiamo visto nel caso clinico riportato, sebbene nei casi di cancro terminale non riesca ad ottenere grandi riduzioni della massa tumorale, argina la virulenza del fenomeno tumorale supportando il sistema immunitario e apportando un notevole benefico effetto sulle sintomatologie. Come scrive la dott.ssa Rita Leroi: «L’Iscador raramente porta a spettacolari remissioni nei carcinomi bronchiali, ma può spesso portare ad una stabilizzazione a lungo termine del tumore maligno e ad un buono stato di salute generale (con pazienti che continuano a poter andare al lavoro)».
Nel caso di stadi avanzati di carcinoma del retto, nessuno del gruppo di controllo era sopravvissuto a 5 anni, mentre il 37% del gruppo trattato con Iscador aveva una sopravvivenza a 5 anni. Insieme alla normalizzazione dei macrofagi si verifica un notevole miglioramento della qualità della vita dei pazienti con cancro.
Mai come in questo caso si parla giustamente di terapia «dolce». Il giorno in cui la qualità della vita del paziente con cancro sarà un criterio per la scelta della terapia, l’Iscador potrebbe conquistare uno dei primi posti.
Duplice è l’effetto dell’Iscador. Da una parte supporta il sistema immunitario, stimolando il timo, organo centrale delle reazioni immunitarie. Si è visto che dopo ventiquattr’ore dalla somministrazione di Iscador® c’è un aumento di numero e attività dei linfociti natural killer, che sono quei globuli bianchi (circa il 20-25% di tutti quelli che circolano nel sangue) che svolgono un’attività di distruzione specifica di cellule infettate da virus o di cellule tumorali. Inoltre aumentano i livelli di Tumor Necrosis Factor, le interleukine e l’attività dei macrofagi. L’Iscador® aiuta anche la rigenerazione dei tessuti produttori di globuli rossi dopo i trattamenti di irradiazione. Dall’altra parte il Viscum album è in grado di inibire o rallentare la crescita del cancro.
Questa pianta era conosciuta sin dall’antichità e i druidi celti, che la consideravano sacra, la usavano come medicinale contro qualsiasi male. I naturopati dell’età moderna (il parroco Kneipp, il dott. Bohn ecc.) hanno confermato il potere terapeutico di questa pianta che hanno usato con successo per curare l’epilessia, i disturbi isterici, il congelamento, la regolazione della pressione e della circolazione sanguigna, le emorragie e le malattie metaboliche croniche come il diabete. Nella comune fitoterapia del vischio si usano prevalentemente i rami giovani e le foglie (freschi o disseccati). Con gli studi recenti si sono scoperte nuove proprietà terapeutiche di questa pianta per cui oggigiorno essa è usata anche per curare nefriti croniche, aterosclerosi, gotta, prostatismo, asma, eczemi, emicrania, reumatismi ecc.
Fu Rudolf Steiner, filosofo e medico tedesco fondatore della medicina antroposofica, ad indirizzare nel 1916 le proprie ricerche verso un rimedio anticancro sa base di vischio. Il sistema immunitario, o con le parole del dott. Steiner, «le forze superiori dell’organismo», risultano sgretolate nei casi di cancro, facendo prendere il sopravvento alle «forze inferiori», o meglio le forze cellulari che, alterate, si riproducono in modo accelerato. Il vischio ha questo carattere di «organizzazione superiore» e quindi aiuta il sistema immunitario a ristabilirsi.
Del vischio gli antroposofi usano la pianta intera da cui viene ricavato un estratto che viene lasciato fermentare con il lactobacillus plantarum, poi filtrato, diluito e veicolato in fiale iniettabili. Per la terapia a base di vischio è meglio non affidarsi a preparazioni fatte in casa perché superata la dose ideale si va incontro a quantità di vischio che possono risultare tossiche». [pag. 82-84]
«L'AMIGDALINA
L’amigdalina sembra essere stata progettata da qualcuno che voleva sconfiggere il cancro. Le cellule cancerose, a causa del loro metabolismo diverso da quello delle cellule sane (elevata concentrazione di betaglucosidasi, assenza di rodanese e di ossigeno), fagocitano l’amigdalina decomponendola in due potenti citotossine (benzaldeide e ioni cianuri) che risultano fatali per le cellule cancerose stesse.
È stato ampiamente documentato dalla comunità scientifica che benzaldeide e ioni cianuro derivanti dall’idrolisi dell’amigdalina producono la morte delle cellule tumorali. Nelle cellule sane, queste stesse due sostanze sono neutralizzate più rapidamente di come sono formate, e vengono convertite (dalla presenza di un eccesso di rodanese e ossigeno) in acido benzoico e tiocianati, che oltre ad essere innocui, svolgono alcune funzioni importanti nell’organismo. La letteratura medica mostra che le cellule normali hanno una concentrazione di rodanese relativamente elevata, molto maggiore delle quantità di betaglucosidasi, cosi che la conversione a tiocianato è istantanea.
Inoltre, l’enzima responsabile dell’idrolisi dell’amigdalina, la betaglucosidasi, è stato trovato in tessuti cancerosi di mammella, utero, stomaco, mesenterio, parete addominale ed esofago in quantità da 100 a 3600 volte superiore di quello in tessuti non cancerosi. Invece l’enzima rodanese era totalmente assente nelle cellule tumorali, cioè queste ultime non hanno alcun modo di neutralizzare lo ione cianuro. L’amigdalina (che è nota anche come vitamina B17) è talmente non tossica che negli studi di laboratorio l’acqua usata come suo diluente presentava un potenziale di tossicità maggiore. Ma abbiamo visto come una sostanza che è totalmente innocua, quale è una vitamina, possa giocare un ruolo chiave nella soppressione delle cellule tumorali. Solo parecchi anni dopo le vicende che abbiamo raccontato, il senatore John Kelsey fece approvare dal Congresso l’Atto di Libertà all’Informazione, e così lo Sloan-Kettering fu costretto a rendere pubblici i verbali di riunioni interne tenuti segreti. Le riunioni erano state molto private e schiette.
Ebbene, in questi verbali risulta evidente la cattiva fede dei manager e ricercatori dello Sloan-Kettering, che sono convinti dell’efficacia dell’amigdalina per il cancro, ma che non ritengono sia interesse dello Sloan-Kettering investigare protocolli nei quali usarla.
«Lo Sloan-Kettering non ha interesse alcuno verso lo sviluppo di studi basati su amigdalina, ma propone di studiare chemioterapici che abbiano simili meccanismi di rilascio selettivo di ioni cianuro su cellule cancerose» (Sloan-Kettering, verbali del 2 luglio 1974).
Se questi verbali non fossero stati resi noti, non avremmo avuto le prove concrete della farsa organizzata nel più importante centro di ricerca e trattamento per il cancro del mondo e si sarebbero potute formulare ipotesi diverse sull’andamento di questa vicenda. In quelle riunioni interne, Hans Neiper famoso sviluppatore di chemioterapici tedesco, propose di modificare e successivamente brevettare qualche molecola a partire dall’amigdalina; si fece il nome del mandelonitrile. Un anno dopo, gli studi di Schloen e, successivamente quelli di Manner, dimostrarono un’efficacia intorno al 100% dell’amigdalina in combinazione con enzimi digestivi, vitamina A e vitamina C, quindi ciò faceva intravvedere un crollo del mercato del cancro che l’establishment non si sarebbe potuto permettere.
Lo sviluppo del programma amigdalina o derivati sotto l’egida delle multinazionali fu di colpo arrestato». [pag. 141-142]
«Dal punto di vista del lettore, ci sono due possibilità per sfruttare queste informazioni:
1. Assumere 10 semi di albicocca al giorno per assicurarsi la prevenzione del cancro. 50 semi al giorno diventano una dose terapeutica per la malattia.
2. Comprare l’amigdalina estratta, in pasticche o iniezioni, dal produttore di San Diego:
BiO Research Institute,
PMB 63
P.O.Box 439056
San Diego Ca. 92143-9056
Tel. (001) 526 630 5865». [pag. 140-141]
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