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Scheda libro
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Maestro Silenzio è un percorso esperienziale e desidera portare una testimonianza attiva e pratica dal Mondo Scuola. Utilizzabile anche come manuale per insegnare o raccontare attraverso parole semplici e agili l'importanza e l'uso che si può fare del silenzio traendone spunto per varie realtà. E' un testo che può aiutare a costruire un ponte di comunicazione tra le tante culture con cui ogni giorno ci troviamo a convivere.
>> Ascolta l'intervista fatta da Radio Marconi >>
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Indice:
L'esperienza dell'ascolto L'ascolto Qual è in assoluto il suono più importante? Quanti tipi di silenzio conoscete? Il giorno delle cuffie Frasi bambini elementare La mia ora di silenzio Le sfumature del silenzio Maestro Silenzio La cultura del silenzio Essere silenziosi Le tre colonne Il suono silenzioso
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Estratto:
L'Ascolto
Sono un musicista. Infatti, amo il Silenzio [Herbert von Karajan]
"Ciao come stai? Tutto bene in famiglia? Scusa ma devo andare! Ecco, un tipico colloquio giornaliero o per meglio definirlo monologo senza partecipazione. Quanto inquinamento acustico fatto non solo di rumore, sirene, traffico automobilistico ma anche di parole inutili e prive di sincero interesse. Ascoltare, veramente, significa non sprecare fiato con parole prive di vero interesse e in tal modo ne potrebbero guadagnare i rapporti personali. Molte persone che hanno letto il mio precedente libro, mi chiedono quale sia la chiave per trarre il maggior beneficio possibile sia dalla medicina naturale sia allopatica. La mia risposta, una sola parola: l'Ascolto. Ascoltare vuol dire ricordare, ricordare vuol dire capire, capire vuol dire curare. Questo il percorso che un buon ascoltatore sa di poter fare senza difficoltà nella certezza che la soluzione trovata sarà la migliore per sè e per la persona che ha richiesto il suo intervento terapeutico. Credo sia opportuno definire il termine "terapia". La definizione che a mio parere lo spiega meglio risale agli antichi greci, i quali affermavano che tutto ciò che ci piace è terapeutico. Accettare questa visione della terapia vuol dire aprire un ventaglio di possibilità ed io, sinceramente, ne sono felice!
Il mio percorso professionale, come già scrissi nel precedente libro, è piacevolmente vario ed uno di questi aspetti riguarda la scuola. Fui contattato, nell'era d'internet, tramite il solito vecchio e sicuro metodo del passa-parola. A tutt'oggi non ho ancora ben chiaro il tragitto esatto da chi Ë nata la richiesta di un percorso di Musicoterapia in una Scuola Elementare in provincia di Como ma tantíË sono riusciti ad arrivare al sottoscritto in una fortuita passeggiata trasformatasi poi in un appuntamento di carattere professionale. La mia professionalità spinta sulle ali del precedente libro mi ha offerto la possibilit‡ di entrare con maggiore semplicità in contatto diretto con "la Stanza dei Bottoni", in questo caso, del mondo Scuola. Proposi un percorso già provato anche in altre scuole elementari e medie e perciò ebbi il piacere di ri-presentare il mio "Crescendo in Musica". Questo programma prevede diversi appuntamenti dove la musica, il suono sia vocale sia strumentale, líascolto non solo di carattere musicale ma anche e soprattutto personale possa diventare in maniera ludica e di volta in volta calibrata per l'età degli alunni momenti di riflessione, divertimento, apprendimento e crescita. Purtroppo non sempre i più bei racconti hanno una conclusione felice e per correttezza storica sarà bene che io scriva che anche questo caso rientra in questo tipo di conclusione, cioè, devo ammettere, generalizzando, che si nota una poca propensione per l'ascolto.
In tutta sincerità non comprendo il motivo di tale difficoltà in un'era abituata, in apparenza, ad ascoltare; penso al successo degli mp3, alle radio in Internet destinate ad essere utilizzate da chi per motivi privati e/o professionali usa il computer, ai luoghi pubblici dove la musica impera ma probabilmente è un tipo di ascolto passivo, in questo caso, forse, siamo persone in gamba ma "purtroppo" la mia richiesta fu certamente impopolare ed inaspettata quando all'interno del mio programma arrivò il fatidico appuntamento dell'ascolto di un "particolare" tipo di suono. Le prime arie sbigottite furono dei docenti quando presentai il programma "Crescendo in Musica" ma non per tutto il mio scritto ma esattamente per un punto in particolare e cioË quello in cui avrei chiesto alle classi. |
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