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Scheda libro
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Dall’eredità del teatro del Novecento e dalla psicanalisi nasce la teatroterapia. Non si tratta di psicodramma ma di teatro vero e proprio che porta al cambiamento.
Nello studio dell'individuo che agisce sulla scena e del gruppo-teatro si ipotizza un prototipo sociale di comunità in cui l'attore apprende l'espressione totale del Sé.
Teatro come terapia, versione eBook, è corredato di alcune esperienze pratiche, anche con soggetti in difficoltà, e di un testo teatrale "Amleto a luci spente". Dal prologo dell’eBook: «Non sono un artista. Sono uno che fa il mestiere dell’interprete e che ha ‘anche’ a che fare con l’arte, che interpreta non solo col mestiere, ma anche con l’intuizione e la sensibilità, il vecchio generico cuore, ma sempre nei suoi limiti», così Giorgio Strehler scrive, nel 1974, in una lettera indirizzata ad un critico.
Arte, mestiere, terapia, sensibilità sono categorie collegate, ma non sempre sappiamo dove sia il filo che le unisce, a volte lo abbiamo in mano a volte no, quando ne osserviamo i risultati esso si rende più evidente. Non dobbiamo fare dell’opera d’arte una lettura in termini di sintomi, tuttavia, come ci ha insegnato la lezione fruediana, essa è percorsa da lampi intuitivi che per un’attimo illuminano gli oggetti e i nodi essenziali della condizione umana. Nonostante l’osservazione psicanalitica abbia privilegiato soprattutto il riconoscimento e la comprensione della soggettività “privata”, la successiva ricerca, nei gruppi-analisi, ha consentito di comprendere in modo approfondito anche la soggettività sociale e culturale. È in questo contesto che si muove la Teatroterapia la quale non vuole di certo dettare delle regole interpretative, ma vuol essere il luogo dove lo strumento teatrale suscita risonanze che possono cambiare la vita.
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Indice:
Prologo
Capitolo primo PSICOPEDAGOGIA TEATRALE
Capitolo secondo TEATROTERAPIA
Capitolo terzo LA RAPPRESENTAZIONE DELL’ESSENZA
Capitolo quarto L’INTERSEZIONE TRA TEATRO E FISICA: UN SOTTOINSIEME DI TEATROTERAPIA
Capitolo quinto ESERCIZI
Postfazione di Claudio Meldolesi
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Estratto:
[…] La storia del teatro coincide con la storia dell’uomo e delle religioni, infatti l’ipotesi più credibile sulla nascita del teatro è quella che lo fa derivare direttamente dal rito, e precisamente dal rito di iniziazione, che rappresenta il passaggio dalla giovinezza all’acquisizione dei diritti/doveri dell’adulto. Lo schema della cerimonia è il seguente: in un posto separato dalla comunità, dove i giovani arrivano cosparsi di argilla, lo stregone, con la maschera sul viso e con tutta la sua autorità, incontra i giovani mettendoli al corrente circa le prove severe che dovranno superare. Durante la cerimonia i giovani cadono fingendosi morti e quando si alzano non sono più giovani, ma sono adulti. Questa cerimonia è la radice, il nucleo della rappresentazione teatrale e anche del cambiamento psichico. In questa originaria rappresentazione il tempo del rito si stacca da quello della vita quotidiana ed è un tempo altro, legato ad un luogo altro; luogo nel quale avviene una trasformazione, una metamorfosi. I giovani attori, attraverso la performance, mutano loro stessi per prepararsi ad interpretare un nuovo personaggio. Il passaggio dal rito al teatro vero e proprio avviene nella civiltà greca. Il teatro nasce dalle feste dionisiache dove aumenta il recitato e diminuiscono le danze e gli elementi della festa. Il teatro diventa, ad Atene, strumento di diffusione della cultura ed è finanziato dallo Stato. Anche il teatro profano del Medioevo ha la sua matrice nelle grandi feste annuali e stagionali di rinnovamento a cui partecipa l’intera società. Il teatro epico medievale ha, a sua volta, origine dalle grandi feste pagane di primavera: i cosiddetti maggi drammatici che nascono dalla festa di Calendimaggio. Nella parodia sacra medievale si può rileggere la storia del teatro, da quando era ancora parte della religione e incarnava il mito della tribù, alla volontà di trascendere l’aspetto religioso, profanandolo. Oggi non resta che una festa, il Carnevale, il quale, con le sue sfrenatezze e le sue licenze, si pone all’origine della Commedia dell’Arte. Quest’ultimo genere di teatro medievale, al contrario di quello che si crede, ha ben poco di improvvisato. Il virtuosismo dei comici dell’Arte consiste proprio nel far credere che il testo teatrale sia improvvisato; in realtà essi interpretano un preciso canovaccio, lasciando all’improvvisazione solo alcune battute riferite all’attualità. […]
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