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Scheda libro
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Una lettura per riflettere sul più delicato e fragile dei momenti, quello durante il quale ognuno di noi ha il diritto di essere accompagnato con dignità e amore.
“In questo libro racconto le mie esperienze personali dopo il prelievo degli organi di mio figlio, morto a quindici anni. Totalmente disinformata sulle conseguenze, profondamente sotto shock, condizionata dalle pressioni dei medici e assolutamente incapace di comprendere la portata di qualsiasi decisione, ho dato il consenso per l’espianto”, sono parole dell’autrice.
Il confine tra la vita e la morte si fa ancora più sottile quando a parlare è una madre orfana del proprio figlio. Nel 1985 Renate Greinert ha perso Christian a causa di un incidente stradale. Attraverso il consenso alla donazione degli organi, Christian – dichiarato in stato di morte cerebrale – è stato di aiuto a diversi bambini in tutta Europa. Ma dopo vent’anni di studi e ricerche, sua madre non ha ancora smesso di interrogarsi sulla propria scelta.
Un racconto doloroso e a tratti scioccante che invita a considerazioni talvolta scomode e controcorrente.
Come deve essere considerato un donatore di organi subito prima del prelievo? Un cadavere, come sostiene la trapiantologia, oppure un morente e quindi, come tale, una persona ancora in vita?
Quali interessi si nascondono dietro l’equivoca medicina dei trapianti? Cos’è la morte se non un processo naturale che necessita di un proprio tempo per svolgersi?
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Indice:
Presentazione e Prefazione Introduzione Capitolo 1. In un giorno come gli altri Capitolo 2. Il funerale Capitolo 3. Incontro al cimitero Capitolo 4. Avvenimenti reali che non trovano posto nella nostra realtà abituale Capitolo 5. Domande Capitolo 6. Presa di contatto con il centro trapianti Capitolo 7. Incontro con Hans Jonas Capitolo 8. Esigo spiegazioni Capitolo 9. Prime conclusioni giusnaturalistiche sull’autentico amore del prossimo Capitolo 10. Alcuni medici inglesi muovono delle critiche in pubblico Capitolo 11. Prigioniera dell’orrore Capitolo 12. La morte cerebrale e la sua vasta interpretazione Capitolo 13. Accertamento della morte cerebrale Capitolo 14. Incertezze nell’accertamento della morte cerebrale Capitolo 15. La penuria di organi e le soluzioni statali per gestirla Capitolo 16. L’interesse dell’industria farmaceutica per i trapianti Capitolo 17. Il mancato addio
Capitolo 18. Amore per il prossimo Capitolo 19. Audizioni e registrazioni televisive Capitolo 20. Rifiuto e accettazione dell’effettiva verità Capitolo 21. La Chiesa e la donazione degli organi Capitolo 22. Criteri per la valutazione dell’evento del trapianto nelle culture precristiane Capitolo 23. Congresso sciamanico internazionale a Mondsee, Austria Capitolo 24. Un rituale di commiato Capitolo 25. Il significato del decesso come passaggio dalla vita alla morte
Postfazione Ringraziamenti L’autrice
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Estratto:
Dalla Prefazione In relazione alla tematica della “donazione di organi”, tutte le riflessioni si concentrano sempre e solo sui soggetti in attesa di trapianto, perdendo quasi completamente di vista la vita dei “donatori di organi”, individui che perlopiù hanno subito un incidente. Se si potesse chiedere ai moribondi come desiderano morire, dalle loro risposte emergerebbero le seguenti caratteristiche: chi sta per morire vorrebbe terminare la propria vita indisturbato, senza indugio, senza fretta, nel rispetto della personalità, socialmente integrato, accompagnato spiritualmente, sotto terapia del dolore, lasciato andare ma non solo, per conto proprio ma non abbandonato, assistito, in pace con se stesso e con il proprio ambiente, sazio di vita; mentre ai suoi familiari e amici augurerebbe un lutto durevole che lo accompagni e lo segua. Se osserviamo queste parole chiave dobbiamo constatare che la medicina dei trapianti non ha quasi più niente a che vedere con questo “desiderio di morte” delle persone. Il libro di Renate Greinert ne è una conferma sotto tutti i punti di vista. Non essendo cadaveri, ma individui che, nonostante sia possibile prevedere quando subentrerà la loro morte, non hanno ancora completato il processo di abbandono della vita, i cosiddetti morti cerebrali necessitano di un particolare accompagnamento. Mentre si muore si vive ancora intensamente.
[…] [Prof. Dott. Franco Rest, Dortmund]
- Ulteriori informazioni sul testo dall’estratto omaggio scaricabile da questa pagina del sito - |
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