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Scheda libro
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Secondo la prospettiva olistica la Terra costituisce un grande organismo di cui fa parte anche l'Uomo, il quale dovrebbe vivere in simbiosi con essa; egli tuttavia se ne distacca e la considera come un mero contenitore e fonte di risorse, che sfrutta senza alcuna regolamentazione e nessun rispetto per l'ambiente che lo accoglie. Questo atteggiamento ci ha portati fino alle soglie del crollo della cività tecnologica.
Come sopravvivere imparando a essere autosufficienti e a vivere nel rispetto di ciò che ci circonda?
Guida alla Sopravvivenza è un testo breve ed essenziale, che insegna come vivere senza le comodità e le agevolazioni garantite dallo stile di vita moderno. Spiega nel dettaglio come costruirsi un rifugio di emergenza, come coltivare frutta e verdura, come allevare animali e come pescare, come procurarsi l'acqua e sfruttare l'energia idrica; descrive insomma tutti i primi rudimenti che possono essere utili in una nuova vita senza tecnologia, senza tralasciare l'importante parte dedicata all'organizzazione sociale, culturale e spirituale delle nuove comunità.
Insieme a queste argomentazioni pratiche, c'è spazio anche per importanti riflessioni teoriche sulla sopravvivenza non solo del corpo, ma anche dello spirito. Una lettura illuminante, capace di coniugare in maniera chiara e funzionale un'approfondita analisi culturale sulla nostra civiltà e le azioni e reazioni pratiche che questa analisi suscita e suggerisce.
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Indice:
Introduzione
- Dove andare
- Cosa portare con sé, come cavarsela nei primi tempi
- Principi di sopravvivenza indefinita
- Allenamento
- Le erbe spontanee e i funghi
- L’orto
- L’allevamento
- Le api
- La pesca
- Cenni di autodifesa
- Lavori di manutenzione
- L’energia
- La piccola comunità
- La sopravvivenza psicologica e culturale
- Conclusioni
Postfazione, di Jean Dorst Appendice Manifesto per la Terra, di Ted Mosquin e J. Stan Rowe Un Manifesto centrato sulla Terra (ecocentrico), di John A. Livingston
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Estratto:
Dall'Introduzione
Non occorre una gran fantasia per rendersi conto del fatto che la civiltà industriale odierna, che vive sulla crescita e si basa su non-cicli, è un fenomeno irrealizzabile sulla Terra.
La Natura si basa su cicli, questa civiltà si basa invece su “risorse” che si consumano e “rifiuti” che si accumulano; quindi non può durare a lungo. Dato il modo esponenziale con cui avanza e il suo grado di invasione del Pianeta, si può prevedere ormai come prossimo l’inizio di quei fenomeni traumatici che ne segneranno la fine.
Le probabilità che il modello si modifichi gradualmente, fino a ottenere una situazione stazionaria e a funzionare solo in cicli chiusi, sono molto scarse. L’avvicinamento di questa civiltà ai limiti globali del sistema è ormai rapidissimo.
Sono passati quarant’anni dalla pubblicazione de I limiti dello sviluppo, ma non si è fatto nulla per arrestare il processo: anzi, tutte le forze politiche, economiche, industriali e sindacali continuano a inneggiare alla crescita economica e la situazione si è inesorabilmente aggravata.
Dei dodici scenari esaminati in quello studio, solo due non portavano al collasso del sistema, ma presentavano, dopo un certo periodo di tempo, un andamento stazionario delle grandezze in cui era stato schematizzato il sistema mondiale: entrambi richiedevano, come condizione necessaria e non sufficiente, la stabilizzazione della popolazione mondiale, entro l’anno 1975, intorno a un valore pari a tre-quattro miliardi di umani, cosa che già allora appariva utopistica e che notoriamente non si è verificata.
Successivamente, prima nel 1993 e poi nel 2006, sono stati pubblicati anche in italiano due aggiornamenti del rapporto, che hanno confermato con tecniche più raffinate i primi studi e l’aggravamento della situazione generale della Terra. I due nuovi rapporti sono stati sostanzialmente ignorati.
In ogni caso, non siamo ancora arrivati al tempo di inizio di manifestazioni evidenti di impossibilità neanche rispetto allo scenario-base iniziale, grossolanamente previsto per il 2020 circa; quindi non c’è alcun motivo di chiamare “catastrofisti” gli autori del rapporto o di affermare che si tratta di un’analisi sbagliata sul destino del mondo. […]
- Ultreriori informazioni dall’estratto omaggio scaricabile da questa pagina del sito - |
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