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Scheda libro
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La morte è, ancora oggi, il grande spauracchio che angoscia gran parte dell'umanità: paura di scendere sotto terra; quasi che, anche "morto", il corpo conservi i suoi sensi; paura per l'incognita dell'al di là, troppo popolato di inferni e di pene eterne, con qualche spiraglio di paradiso quasi inaccessibile.
La morte delle persone amate è poi, forse, la causa di gran parte del dolore che gravita sull'umanità; veder scomparire la persona amata, saperne disfatto il caro viso, sentire vuoto il cuore e deserta la casa, è un’altra grave afflizione che tutti, di volta in volta, abbiamo sperimentato o dovremo sperimentare.
Annie Besant e C. W. Leadbeater hanno esposto, in varie monografie, il risultato dei loro studi sull'argomento. Essi, da eminenti chiaroveggenti, hanno potuto ben studiare e conoscere, nella sua effettiva realtà, ciò che è ancora un'incognita per la maggior parte dell'umanità.
Quel che a noi può apparire semplice teoria, per essi è un fatto verificato e sperimentato, come un qualsiasi fenomeno della vita fisica.
QUESTO TESTO E' DISPONIBILE ANCHE IN VERSIONE CARTACEA, VEDI QUI >>>
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Indice:
Introduzione Prefazione
- A coloro che piangono i morti
- La morte!… un'illusione!
- La morte e gli stati che la seguono
- Il Karma della morte
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Estratto:
Tratto dal capitolo "A coloro che piangono i morti" di C. Leadbeater
Come nella vita fisica l'uomo si sveglia ogni mattina, indossa i suoi vestiti, esce per il lavoro quotidiano e, a sera, si spoglia e si riposa per alzarsi di nuovo il mattino seguente per riprendere il lavoro al punto in cui l'aveva lasciato, così, quando l'uomo scende nella vita fisica, assume la veste del corpo fisico. Finito il lavoro di quella giornata, lo depone nell'atto che si chiama "morte" e passa nella condizione di riposo che ho prima descritto. Dopo un certo tempo, riveste un altro corpo di carne e ricomincia un altro giorno di vita fisica, riprendendo la sua evoluzione al punto in cui l'aveva lasciata. E questo dura finché egli non abbia raggiunto la meta che Dio ha fissata per lui. Tutto questo può riuscire nuovo e, come tale, strano; eppure, quanto ho detto è suscettibile di prova ed è stato verificato molte volte. In un breve scritto come questo non posso che esporre fatti, ma chi è interessato può trovare l'argomento diffusamente trattato in molti libri. Si domanderà, forse, se i morti non sono turbati dall'ansia per coloro che hanno lasciato sulla terra. Questo, infatti, accade talvolta e ritarda il loro progresso; noi dobbiamo, quindi, per quanto ci è possibile, evitare di sconvolgerli. I morti devono essere lasciati completamente liberi da tutte le preoccupazioni della vita che hanno abbandonata, perché possano consacrarsi interamente alla nuova esistenza in cui sono da poco entrati. |
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