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Autore Clementina Tedeschi |
Clementina Tedeschi
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Insegnare yoga ai bambini è il più facile dei compiti. Infatti i bambini sono dei guru e noi siamo i discepoli.
Satyananda |
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Biografia Clemi Tedeschi è nata a Pontoglio in provincia di Brescia il 20/03/1959.
Insegna nella scuola elementare dal 1978. Si è specializzata nell’insegnamento della lingua italiana, nella elaborazione di progetti interculturali, nella conduzione di laboratori espressivi e linguistici (di inglese e di italiano per alunni stranieri). Realizza da anni laboratori di pittura, poesia e animazione teatrale per bambini. All’interno dei progetti teatrali per la scuola, si occupa di scrittura, coreografia e regia per le proprie classi.
In qualità di consulente esterna ha ideato e diretto progetti teatrali per intere scolaresche privilegiando il tema dell’affettività, della diversità e dell’intercultura.
Nel 1987 ha conseguito il titolo di istruttrice di Hatha Yoga.
Insegna Hatha Yoga a gruppi di adulti dal 1986. Ha iniziato a sperimentare l’insegnamento dello yoga con le sue classi, parzialmente, circa dieci anni fa: all’interno di progetti interculturali; nei laboratori di animazione teatrale, come preparazione psico-fisica; nei momenti di conflitto o come preparazione alle prove (test, verifiche, esami) per scaricare la tensione, aumentare concentrazione e intuizione.
Nel 1997 fonda “Il Circolo Culturale L’Aura” e, disponendo di uno spazio autonomo, sperimenta alcuni corsi differenziati: un corso senior (per età avanzata, per future mamme) e, per la prima volta, un corso completo di Yoga per bambini.
Il corso, della durata di nove mesi, prevedeva una lezione settimanale di un’ora e mezza ed era rivolto ad alunni dai cinque agli undici anni.
Grazie all’esperienza maturata precedentemente nella scuola e alle difficoltà di gestione del primo gruppo di allievi (molto vivace ed eterogeneo) dà forma a un progetto di Yoga che pur partendo dalle esigenze di sviluppo e dalla realtà socio- culturale concreta, mira obiettivi ad educativi universali e peculiari della tradizione spirituale Yoga.
Da qui è nato “Piccolo Yoga” che è stato steso nella sua forma definitiva a fine esperienza (estate 2001) .
Qualche mese dopo (ottobre 2001) l’autrice ha iniziato a frequentare a Bologna il primo anno del Master per Educatori Yoga nella scuola “Yoga Educational”, conseguito nel 2003. Si tratta di un progetto pilota in Europa, istituito dalla Federazione Italiana Yoga, rivolto a insegnanti dei diversi ordini di scuola e a istruttori di yoga diplomati. Gli insegnamenti ricevuti dai docenti (pedagogisti, psicologi insegnanti di yoga altamente qualificati), il confronto con le esperienze dei compagni, provenienti da realtà molto diverse, nonché gli incoraggiamenti sulla validità del proprio percorso didattico, convincono l’autrice a tentare la pubblicazione, che avverrà nel dicembre 2002.
Nel 2002 tiene corsi avanzati, collabora con la “Cooperativa La Scotta” e con l’associazione AUSER tenendo corsi per disabili (ragazzi down e con deficit mentali) e anziani; inserisce ufficialmente nella scuola il progetto Giocayoga per alunni di quarta elementare, sperimentando nuove contaminazioni tra poesia, musica, teatro e yoga.
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Organizza periodicamente seminari di approfondimento per adulti in collaborazione con altre associazioni; dal 2003, terrà workshop per educatori yoga e seminari per famiglie con spazi riservati ai bambini. |
Non ho scelto di insegnare, mi hanno conquistato i bambini. Ne sono stata certa dal momento in cui ho deciso di arrendermi, di diventare una maestra elementare. Consideravo l’insegnamento una situazione provvisoria, necessaria per realizzare la mia indipendenza. Frequentavo l’università. Avevo altri progetti. (Quanto mi feriva l’appellativo “maestrina”) Ma ben presto questo lavoro mi coinvolse come non avrei potuto immaginare.
Rammento l’episodio-chiave della capitolazione. Ricevetti un incarico di supplenza di alcune settimane, in una classe seconda. Avevo diciannove anni ed ero impreparata. Non ricordo contenuti e metodi d’insegnamento, sicuramente discutibili. Ma ricordo la spontaneità, la simpatia immediata e le risate…
Una settimana dopo ricevetti un mazzo di fiori e un biglietto “Grazie per la serenità che ha donato a Mario”.
Mario era un alunno vicino alla cattedra. Parlava poco e scriveva in modo stentato, ma ce la metteva tutta!
Scoprii in seguito dalla madre che soffriva di enuresi notturna; ogni mattina aveva crisi di panico e dolori addominali. La maestra riteneva le sue prestazioni inadeguate e aveva richiesto un controllo psichiatrico. Ma in quel periodo tutti i suoi disturbi erano spariti. Era sereno.
L’insegnante titolare al suo ritorno si lamentò del mio operato: la classe era più vivace, lo svolgimento del programma insoddisfacente… (la mamma di Mario agguerrita!).
Me ne dispiacque, ma portai con me l’affetto dei bambini e una consapevolezza nuova. Il saldo era decisamente incoraggiante. Restava da chiarire: cosa aveva funzionato con Mario?
Solo alcuni anni dopo me ne feci un’idea: si era instaurato un buon clima relazionale, lui e i suoi compagni erano stati “accolti” così com’erano e avevano percepito un’aspettativa positiva nei loro confronti.
Episodi come questo rivelano una realtà così semplice, ma non ancora sufficientemente praticata: la qualità della relazione adulto-bambino è determinante nell’apprendimento.
Si vorrebbe che il proprio bambino si adeguasse alle proprie aspettative, ai programmi scolastici, alle richieste della società e ai suoi ritmi sociali.
Se a tutto l’impegno riversato in questa opera di “adeguamento”, aggiungiamo i ritmi frenetici di lavoro, di vita, le frustrazioni… consegue, quantomeno, la mancanza di tempo e di disponibilità per ascoltare i propri bambini, stare in contatto con loro e vederli per quello che sono realmente.
Cosa c’entra lo yoga con questo discorso? Attraverso la pratica yoga si impara a liberare la propria mente, a vedere chiaro in se stessi e a chiedersi “Cosa è veramente importante?”.
Lo yoga tramanda da secoli la “visione” di esseri umani completi: corpo, mente anima. Forse quello che manca oggi nella pedagogia è proprio questo: una visione della persona, tutta intera, che faccia da sfondo ai vari interventi educativi.
Qualche anno dopo l’incontro con Mario assunsi il duplice ruolo di insegnante elementare e di insegnante di yoga per adulti. Da allora ho coltivato il sogno di integrare le due competenze. Lo yoga mi ha aiutato a capire meglio me stessa e gli altri; mi ha fatto crescere globalmente come persona. E’ facile intuire quanto questo tipo di risultati possa contribuire a migliorare clima relazionale e apprendimento.
La disciplina indiana può contribuire notevolmente all’integrazione delle diverse sfere educative agendo sulla persona nella sua interezza. Anzi offre l’approccio educativo più efficace e più completo che io conosca.
Desideravo portare nella scuola quel patrimonio di conoscenza e di benessere psicofisico che si chiama Yoga e in qualche misura l’ho fatto, ma i tempi non erano maturi per un inserimento ufficiale.
Da qualche anno riscontro una maggiore sensibilità da parte di genitori, insegnanti e anche da parte del Ministero. Perciò mi è sembrato il momento di lasciare una traccia di quello che insegno e imparo con i “miei bambini”. Loro hanno contribuito in gran parte a farmi diventare quella che sono e a loro devo vitalità, spontaneità, curiosità costante. Per me “stare in contatto” con i bambini è come attingere alla fonte dell’eterna giovinezza. E’ come risvegliare la “me stessa bambina”. Ne ho avuto una conferma tramite la scrittura. Mentre accumulavo pagine su pagine, riaffioravano ricordi dell’infanzia ormai sepolti nella memoria. Li ho saputi leggere come mai avevo saputo fare: mi sono riconciliata con la bambina che ero e con la mia famiglia.
Spero che questo lavoro offra strumenti nuovi anche ad altri genitori e insegnanti. Mi rivolgo a tutti coloro che intendono favorire la crescita di persone più consapevoli di sé, delle relazioni e del mondo... attraverso la pratica yoga, naturalmente.
Così intendo ringraziare i piccoli amici a cui devo tanto.
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| Clementina Tedeschi ha pubblicato: |
Clementina Tedeschi
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